Nel link lo studio monografico che consigliamo a tutti ma soprattutto ai medici
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C’era una volta un batterio, anzi no; una tossina, forse, o magari un patogeno.
Ma… non era un virus?
Nessuno conosceva la sua reale identità, ma se ne parlava come se tutti ne distinguessero reati e misfatti. Mica semplici banali marachelle (scappellotti ematici, buffetti piretici).
No no: fatti seri, cazzotti alla salute. Roba da lasciarci le penne! Come se la Medicina, poi, fosse davvero una Scienza esatta (figurarsi! Non lo è per assunto) preparata ad affrontarne le insidiose e diffuse gesta.
Tuttavia…è proprio così che salgono sul ring, per l’ultimo definitivo round, Salute e Malattia?
È proprio vero che “funzioni” come ce la raccontano?
Dubbietto dubbiello, fochino focherello.
Non sarà che dovremmo (potremmo iniziare a) preservare, cum grano salis, il nostro terreno psico-organico, prendendocene cura con rigorosa consapevolezza?
Bene, allora accomodiamoci in platea, acquisiamo un po’ di dimestichezza in più e prepariamoci ad applaudire, a scena aperta, la ricerca di nome e di fatto.
Quella seria. Quella vera. Quella educativa.
Buio in sala e…accendiamo il proiettore della conoscenza.
Anita Madaluni
Valutazione delle Evidenze Epidemiologiche (Studi Aaby-Jensen), Audit dei Conflitti di Interesse nella Letteratura, Inconsistenza Immunologica dell’Immunità di Gregge e Profili Etico-Legali e Costituzionali dell’Obbligo Vaccinale
Dr. Riccardo Benzi Cipelli MD DDS
Sono decenni che la “vaccinologia classica” opera secondo un vero e proprio dogma: ogni/qualsiasi vaccino induce immunità mirata ed esclusiva contro il patogeno bersaglio, e non altera la capacità del sistema immunitario di rispondere ad altri agenti infettivi.
Dogma, appunto, non assoluta verità.
L’analisi seguente acclara che i vaccini sono dotati di una incisività radicale sull’immunità eterologa, in grado di generare i cosiddetti effetti non specifici (Non-Specific Effects – NSE) sulla sopravvivenza infantile complessiva.
Conseguenza-paradosso: incremento della mortalità.
La letteratura epidemiologica indipendente (Aaby, Jensen, Mogensen et al.) dimostra che il vaccino DTP (contenente il tossoide difterico) è associato a un picco significativo di decessi (soprattutto nelle bambine, e per tutte le cause) nei Paesi ad alto carico infettivo.
Analizzando criticamente la letteratura scientifica pro-obbligo rileviamo una presenza pervasiva di conflitti di interesse finanziari e istituzionali; tradotto: come condizionare capziosamente sia il disegno sperimentale sia la pubblicazione dei risultati.
In questa sede presentiamo una analisi sistematica delle controdeduzioni sui lavori sovra esposti.
INDISPENSABILE PREMESSA
Il vaccino per la difterite è un classico esempio di vaccino non sterilizzante (leaky vaccine). Pur raggiungendo una copertura del 100% della popolazione, la carica batterica resta in circolo.
RISULTATO?
Un esclusivo beneficio sul singolo individuo sottoposto all’inoculo ma nessuna protezione per la collettività (rappresentata con la dispregiativa accezione di “immunità di gregge”). Decadendo, pertanto, la ratio epidemiologica dell’obbligo vaccinale.
PROPAGANDA POLITICO-SANITARIA
Secondo la narrazione vigente l’obbligo va sostenuto.
La presente analisi dimostra che i vaccini incidono capillarmente (spesso irreversibilmente) sull’immunità eterologa, generando i cosiddetti effetti non specifici (Non-Specific Effects – NSE) sulla sopravvivenza infantile complessiva.
Mortalità Infantile Aumentata: è la letteratura epidemiologica indipendente (Aaby, Jensen, Mogensen et al.) che lo dimostra: il vaccino DTP (contenente il tossoide difterico), nei Paesi ad alto carico infettivo, è associato a un incremento significativo della mortalità infantile per tutte le cause, con una marcata sproporzione ai danni del sesso femminile.
Un’analisi critica della letteratura scientifica pro-obbligo rivela la presenza pervasiva di conflitti di interesse finanziari e istituzionali che condizionano sia il disegno sperimentale sia la pubblicazione dei risultati.
Mancava, pertanto, l’avversario controdeduttivo ai lavori su esposti.
Nella narrazione politico-sanitaria a supporto dell’obbligo vaccinale si ricorre di frequente all’argomento-tormentone: l’individuo non vaccinato costituisce un “pericolo pubblico”, rappresentando l’ “untore” silente e minaccioso dell’altrui salute.
Poiché il vaccinato anti-difterico acquisisce protezione solo contro la tossina ma continua a infettarsi e a trasmettere il batterio, costui è a sua volta un potenziale vettore (portatore sano) dell’infezione.
LA LEGGE
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di Legge.
La Legge non può in alcun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.“
Nessun interesse presunto della collettività può calpestare la dignità, l’integrità psicofisica e l’autonomia decisionale del singolo individuo.
Morale: poiché la vaccinazione anti-difterica non impedisce la trasmissione del batterio, essa non soddisfa neppure il requisito nel mero senso epidemiologico de “L’ interesse per la Collettività”