“Giocare a fare Dio: il Progetto Pilota HPAI in Veneto e la vaccinazione dei pinguini minori di Phillip Island”
monografia del Dr Riccardo Benzi Cipelli MD DDS,
Nel link lo studio monografico che consigliamo a tutti ma soprattutto ai medici
Link al Pdf ( da scaricare )
EDITORIALE
By Raffaella Laghi
Ci sono notizie che arrivano come un rumore di fondo, e notizie che invece si piantano nello stomaco. Quella che la redazione ha deciso di affiancare a questo numero è la seconda.
Mentre chiudiamo questo fascicolo, a Phillip Island, un lembo di costa australiana noto fino a ieri solo per la sua colonia di pinguini minori, squadre di veterinari inseguono animali selvatici tra le dune per iniettare loro un vaccino pensato per i polli.
Nello stesso mese, in Veneto, un dispositivo ministeriale autorizza la sperimentazione su larga scala di un vaccino ricombinante analogo, sullo stesso pollame che ogni giorno finisce nei piatti degli italiani. Due continenti.
Due specie. Una sola logica.
Non è una coincidenza che debba commuovere il lettore, è un pattern che deve allarmarlo.
Abbiamo chiesto il contributo del Dr Riccardo Benzi Cipelli che in recente passato ci aveva fornito, in relazione alla sperimentazione in corso in Veneto, sia una Analisi critica SCIENTIFICA E REGOLATORA, che la risposta al documento dei Dottori Cosentino e Giacomini, nonché l’Analisi del Parere CRNIA.
Chi da anni si occupa di sicurezza alimentare, di principio di precauzione, di quanto un’autorizzazione regolatoria non dica mai tutto ciò che dovrebbe dire, riconosce facilmente in queste due vicende la stessa cifra: l’urgenza dichiarata, il silenzio sulle domande scomode, il vaccino riadattato in fretta perché il tempo per uno strumento su misura non c’è, o forse perché lo scopo vero è un altro.
Lo stesso autore, nel documento che qui presentiamo, non la chiama scienza, la chiama, come fanno ormai apertamente molti ricercatori indipendenti, “scienza politica”, e per politica non si vuole intendere quella degli Stati, che almeno risponde, in teoria, ad un elettorato.
Bensì quella longa manus più sottile e più pervasiva che orienta, nello stesso momento e sugli stessi temi, eventi apparentemente lontani e non interconnessi come il Veneto e l’Australia, sempre con lo stesso copione: un Paese scelto di volta in volta come terreno di prova, un mainstream compiacente che addolcisce la notizia fino a renderla rassicurante, il cittadino che applaude senza comprendere e senza sapere di essere, lui per primo, la cavia.
La monografia che segue restituisce a queste due vicende il rigore che meritano, e che nessuno, finora, ha voluto dare loro.
Non sensazioni, dati.
Non un pamphlet dalle pieghe complottiste, bensì un’analisi che isola le contraddizioni metodologiche e le falsificazioni ideologiche che la retorica ufficiale ha sin qui occultato con cura, e lo fa con quel sano principio che tutti dovremmo impegnarci a garantire e che cita anche l’autore: “giocare a fare Dio, senza averne né le competenze né le capacità”, è un azzardo di cui a pagare il conto, alla fine, saremo sempre noi.
Da qui in avanti, il registro cambia e lasciamo che a parlare siano le pagine che seguono.