Quale la ratio dei questa norma? Norma che, fra l’altro, non riguarda tutti gli ordini professionali italiani, ma solo gli ordini sanitari.
La attuale legge elettorale per le elezioni degli ordini sanitari ( a differenza delle leggi riguardanti le elezioni di tutti gli altri ordini professionali ) contiene evidenti norme anticostituzionali che comportano fra l’altro la possibilità che i componenti il Consiglio degli ordini sanitari possano rimanere perennemente nel consiglio dell’ordine.
Si ignora così, non ultima, la sentenza della corte costituzionale n.173 del 2019 che impedisce la cristallizzazione delle cariche ed il non rispetto della presenza delle minoranze nel consiglio in spregio alle più elementari regole della democrazia.
Più volte è stato sollecitato il Ministro a modificare questa legge palesemente anticostituzionale ed introdurre, fra l’altro, incompatibilità per i consiglieri con cariche politiche e sindacali
Ed il governo invece, che fa?
Approfitta della legge in discussione al Senato sulle << misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie>> .
Con l’articolo 13 (?) si modifica il procedimento di approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi degli ordini sanitari, prevedendo che la proposta possa essere approvata dal consiglio direttivo invece che dalla assemblea degli iscritti .
Tale norma che nulla a che vedere con le prestazioni sanitarie e non si vede come la norma possa essere utile a migliorare le prestazioni sanitarie per i cittadini
L’articolo prevede che il bilancio dell’Ordine venga approvato dallo stesso Consiglio che lo propone.
E’ come se la giunta comunale approvasse il bilancio senza l’approvazione del consiglio comunale o come se il bilancio del condominio fosse approvato dall’amministratore anziché dall’assemblea dei condomini.
L’assurdità e la illogicità della norma è anche data anche dal fatto che i bilanci degli ordini non gravano sul bilancio dello Stato, ma gravano solamente sui contributi versati dagli iscritti.
Quale dunque la ratio dei questa norma? Norma che, fra l’altro, non riguarda tutti gli ordini professionali italiani, ma solo gli ordini sanitari.
Si vuole di fatto limitare la parola agli iscritti, e lasciare ogni decisione alle lobby affaristico-
politiche che dominano attualmente la sanità italiana.
“Esautorare l’Assemblea dal voto sul bilancio significa quindi privare gli iscritti della possibilità di esercitare un controllo diretto su atti fondamentali per la vita dell’ente, aprendo così a un potenziale squilibrio tra potere esecutivo e funzione di indirizzo politico-istituzionale.
In tal senso il rischio è duplice: da un lato si compromette il principio costituzionale di democraticità e partecipazione che dovrebbe animare ogni ente pubblico non economico e dall’altro si crea un precedente che potrebbe riverberarsi anche in ambito federativo, delegittimando progressivamente anche il ruolo dei Consigli Nazionali.”